BROCCO

 In brocco

Nelle attività fisiche sono sempre stato un “brocco” o, se preferite, una “schiappa”.
Da bambino, così chiamavano il mio tollino che sempre forava, vale a dire andava fuori dalla pista segnata sull’asfalto con i gessetti. Ma questo l’ho già raccontato (vedi TOLLINO), come ho raccontato la figuraccia che feci al poligono di tiro quando lanciai la bomba a mano molto lontana dal bersaglio e assai vicina al viso del mio sottotenente istruttore (vedi C. A. R).
Per queste ragioni non ricordo molto volentieri questa parola, anche perché, diventando vecchio, purtroppo mi si addice sempre di più. Brocco, infatti, si dice di un cavallo vecchio (e fin qui ci siamo), ma anche di una persona dappoco (e qui non ci siamo più!).
Brocco – ricordo – si diceva dei corridori che arrivavano sempre ultimi, come Luigi Malabrocca (quando il cognome è un destino) che divenne popolare perché indossò per due anni consecutivi la “maglia nera” del Giro d’Italia. Erano i tempi eroici di Fausto Coppi, ma anche i tempi in cui ancora lo sport esprimeva generosità tanto da premiare i brocchi: chi si aggiudicava la maglia di colore nero, infatti, aveva diritto a un cospicuo premio in danaro.
Brocco: dal latino “broccus” sporgente, riferito in particolar modo ai denti.
(Alfredo Tamisari)

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