ESAME DI AMMISSIONE (alla scuola media)

 In esame di ammissione

Formidabile fu quell’estate! Il nonno mi portava in giro per il paese tutto impettito per l’orgoglio: «Oh ragazzitt, ah l’è ben inteligent vè!» (Oh, ragazzi, è ben intelligente!).
«Ah sì? E cuss’al fat?» (Ah sì? E cos’ha fatto?).
«L’ha superà du esam insiem e l’è stà promoss alla scola media» (Ha superato due esami insieme ed è stato promosso alla scuola media).
«Du esam? Ah l’è propria brav!» (Due esami? Ah è proprio bravo!).
E via con i complimenti (pacche sulle spalle al nonno). Io mi sentivo quasi un bambino prodigio.
In effetti, quell’anno scolastico era stato una faticaccia.
A gennaio (era l’anno 1948: così sapete quanto sono vecchio), la scuola dava ai genitori due possibilità: o far frequentare ai figli le scuole di Avviamento professionale che però impedivano la prosecuzione degli studi costringendoli ad immettersi, da lì a pochi anni, nel mondo del lavoro, oppure le scuole medie alle quali si accedeva mediante un esame – l’esame di ammissione, appunto – da sostenere nel caso di esito positivo dell’esame di quinta elementare.
L’esame di ammissione prevedeva un programma assai tosto soprattutto per la conoscenza dell’analisi logica, indispensabile per l’apprendimento del latino. Così, per cinque mesi, oltre a studiare per il programma di quinta elementare, fui costretto ad andare a lezione (a pagamento) per prepararmi a quell’esame che a noi bambini era presentato come uno spauracchio. Ma non solo l’esame d’ammissione, anche la scuola media che ci aspettava era descritta come “difficile”, “seria”, “una scuola che non scherza”, e così via. Tutte prospettive non lontane dalla realtà.
Il primo giorno di scuola media, a noi bambinelli con la tremarella nelle gambe, il preside rivolse questo grazioso discorsino di benvenuto: «Ora siete in una scuola vera, anche se puzzate ancora di elementari. Non meravigliatevi se io vi darò del lei, vuol dire che non vi considero ormai più bambini». Parole quasi testuali, ve lo assicuro. E questo linguaggio, usato anche da qualche professore, è la testimonianza del livello di autoritarismo della pedagogia di quei tempi.
L’esame di ammissione fu abolito solo nel 1962 con la legge n.1859 che istituì la nuova Scuola media unificata.
(Alfredo Tamisari)

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