PACCA

 In pacca

Potrà sembrare strano, ma il ricordo di questa parola è ancora vivo in me a causa della cicatrice di una ferita sanguinosa dell’infanzia. Ogni tanto, quando faccio il bagno o quando d’estate mi metto in pantaloncini, la scruto sul mio ginocchio destro e immediatamente mi rivedo di ritorno dalla strada rettilinea del paese dei nonni, dove avevo raccolto la sfida della volata in bicicletta lanciatami da alcuni amici. Finì malissimo: una caduta rovinosa sulla ghiaia e il sangue che riuscii a fermare con un fazzoletto. «Va’ subito a casa a disinfettarti!» mi raccomandavano adulti e ragazzi. Tornai, tolsi il fazzoletto, osservai l’escoriazione profonda dentro la quale si erano conficcati parecchi sassolini. Il nonno mi medicò con l’acqua ossigenata e intanto borbottava: «Ah, a t’a ciapà ‘na bela paca!» (Ah, hai preso una bella pacca!). La parola ritornò nei giorni successivi; vedendomi fasciato, le donne del cortile esclamavano: «Cuss’at fatt, at dà ‘na paca in bicicleta? Va’ più pian banadét» (Cos’hai fatto? Hai dato una pacca in bicicletta? Va’ più piano benedetto bambino).
Ecco, da allora il significato di pacca è per me uno solo: una brutta botta. Altroché il colpo dato con la mano aperta detto “pacca sulle spalle”!
In quanto alla locuzione “nuovo di pacca” il cui significato è equivalente a “nuovo di zecca”, il termine pacca è usato nel significato di ‘completamente, del tutto’. Ma sull’origine di questo modo di dire non c’è accordo. Alcuni sostengono che sarebbe corretto dire o scrivere “nuovo d’alpacca”. L’alpacca la si usava per fare le posate. Anni fa, quando furono creati i primi servizi da tavola in alpacca, qualcuno ebbe l’idea di affiancare qualcosa di nuovo a questa preziosa e lucente lega metallica: le posate vennero quindi argentate. Nacque così l’abitudine di assimilare una nuova cosa all’alpacca e dire: è nuovo di “alpacca”.
Secondo un’altra ipotesi, l’origine dell’espressione bisogna cercarla in una lingua finnica dove “pakka” è il mazzo delle carte da gioco; nelle partite importanti viene usato il mazzo nuovo, la carta che si tira fuori é “nuova di pacca”.
(Alfredo Tamisari)

Articoli recenti